VOLLEY SUPERVISION – A TU PER TU CON GAIA TRABALLI

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Gaia Traballi – Oggi per Romanews intervistiamo Gaia Traballi schiacciatrice classe 1997 in forza alla pallavolo 3M Perugia in serie A2, Gaia nativa di Milano vanta un’altezza di 183 centimetri. In questa stagione 2022 2023 purtroppo non ha potuto dimostrare il suo potenziale per via di un infortunio all’addome che la tenuta ai box per gran parte della stagione ma a Perugia conoscono bene le sue doti in quanto la scorsa stagione 2021 2022 ha ottenuto la promozione in serie A2 con la stessa maglia.

Gaia è anche un’ottima giocatrice di beach volley tutto un altro sport rispetto all’indor ricordiamolo ha ottenuto diverse convocazioni in nazionale e diverse medaglie da segnalare una medaglia d’argento al world tour 2018 in coppia con Agata Zuccarelli a Nantong in Cina le azzurre sì sono arrese alla coppia brasiliana Josi Lili .

L’intervista di Marco Boldini
1) So che in questa stagione hai giocato poco per via dell’infortunio innanzitutto come stai? E poi quanto ti è mancato mio poter dare il tuo contributo alla squadra?
1) Adesso sto molto bene. Fortunatamente la lesione addominale è un infortunio che permette di continuare ad allenarsi dal punto di vista fisico, con le dovute precauzioni ovviamente. Il lavoro fisico è stato il mio focus principale per praticamente tutto l’anno, motivo per il quale, adesso che l’addominale è andato a posto, ho le condizioni giuste che mi permettono di dare tanto sul campo. 
È stato difficile stare a guardare e non poter dare il mio contributo alle compagne, soprattutto dopo l’infortunio di Dalla Rosa e a fronte di un roster ridotto, cosí, ai minimi termini. Ma questa difficoltà ha reso ancora più magico il rientro in campo di questa primavera. 
2) Raccontami la promozione della stagione scorsa che emozione è stata?
2) La promozione è stata un piccolo sogno diventato realtà. Ho sempre pensato che guadagnarsi l’A2 sul campo fosse la cosa migliore e così è stato. Sicuramente ha rappresentato il momento in cui ho ricominciato a sognare in grande, e adesso ho in mente un’altra promozione da voler realizzare: quella nella massima serie. 
3) Sei milanese come hai fatto ad avvicinarti al beach volley visto che non ci sono spiagge a Milano?
3) Mi sono avvicinata al beach grazie alle selezioni per il trofeo delle regioni. In quell’ambito Matteo D’Auria mi ha “scoperto” e mi ha trasmesso la sua passione per questo sport.
4) Preferisci outdoor o indoor cosa cambia nella tipologia di allenamento visto che sono due sport completamente diversi?
4) Non so più dire se preferisco l’indoor o l’outdoor. Il beach è stato il mio sport del cuore, ma tutto sommato si può dire che ho pagato la mia inesperienza sulla sabbia nel momento in cui il livello si è alzato. Mentre ho iniziato a giocare indoor quando ero alle elementari: adesso a 26 anni mi sento entrata in una fase di maturità sportiva, da un punto di vista mentale. Questo mi fa sentire molto padrona della situazione e mi fa fare cose che nemmeno io sapevo di avere nelle corde. 
I fattori che cambiano tra le due tipologie di allenamento sono principalmente la quantità di giocatori e il livello di intensità di esercizio. A beach spesso ti alleni anche soltanto in due e questo ti permette di avere un focus maggiore su te stesso, nell’indoor invece c’è meno spazio per questo e più tempo è dedicato al sistema di gioco della squadra. L’intensità dell’esercizio è decisamente maggiore nel beach, ci sono allenamenti interi in cui si lavora anche all’ 80/90 % della FCmax. 
5) Che rapporto hai con il pubblico che ti sostiene ad ogni partita?
5) Amo il pubblico e più ce n’è e meglio è. Mi piace sempre scambiare due parole con i tifosi: il loro sostegno è importante. Ma anche la tifoseria avversaria mi carica tantissimo.
6) A livello di stress è meglio il beach volley o la pallavolo nei palazzetti quale è meno stressante a tuo parere?
6) Secondo me nel beach c’è più stress, ma forse lo dico perché la pallavolo è lo sport in cui ho maggior padronanza. 
Nel beach sei tu e il tuo compagno e basta (l’allenatore non sta nemmeno in panchina nelle competizioni), quindi la pressione e le difficoltà vanno superate in due. È anche quello che rende la vittoria ancora più speciale, quando si realizza. 
7)  Che cosa farai la prossima stagione ci puoi anticipare qualcosa?
7) In questo momento ho diverse offerte per proseguire nella categoria e sto cercando di valutare al meglio le opportunità che mi vengono proposte. Sicuramente sarà un anno decisivo, come obiettivo minimo mi piacerebbe raggiungere i play off di serie a2. Anche perché sogno ancora, e sempre di più, la massima categoria. 
8) A tuo parere in che fondamentale devi migliorare?
8) Vorrei crescere in battuta e stabilizzarla. È un fondamentale con il quale sicuramente si può determinare molto delle sorti di una partita. 
9) Hai giocato con la nazionale italiana di beach volley cosa significa rappresentare la tua nazione?
9) Sono state emozioni indimenticabili e che mi rimarranno per sempre. Ogni volta che indossavo quella maglia potevo sentire tutto l’orgoglio e la gratitudine di poterlo fare.
10) Che musica ascolti solitamente prima di una partita importante per darti la giusta carica ed affrontare l’incontro?
10) Ascolto principalmente musica rock e metal. Nella playlist pre gara almeno 2/3 canzoni dei Rammstein ci sono sempre!
Photo  credit Roberto Settonce



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