Cinema – Film – Richard Missione Africa

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Un anteprima per le famiglie quella del film di animazione Richard-Missione Africa, film del quale sentiremo parlare. Il personaggio principale della storia è un passerotto che, allevato da una famiglia di cicogna si sente tale. Non sarà facile fargli capire che essere passerotto in mezzo a tante cicogne lo renda comunque un animale speciale…. ma avrà modo di capirlo salvando i suoi amici da un’intricata situazione. Un film delicato ed una storia tutta da seguire ed adatta a tutte le età.
Richard è un passerotto orfano che viene cresciuto amorevolmente da una famiglia di cicogne. Non gli è mai passato per la testa di non essere una cicogna anche lui, ma quando i suoi genitori adottivi e il fratellastro, cominciano a prepararsi per la lunga migrazione verso l’Africa, devono dirgli la verità: un passerotto non può affrontare un viaggio così lungo. Con la tristezza nel cuore sono costretti a lasciarlo indietro. Richard però non vuole mollare solo perché non è più sotto la loro protezione, così decide di partire per l’Africa per conto suo e dimostrare finalmente che è una vera cicogna. Per fortuna ad aiutarlo ci sono Olga, un gufetto extralarge e il suo amico immaginario Oleg. Così, dopo aver liberato Kiki, un pappagallo che canta in un locale di karaoke, prende il via una vivace avventura, in cui i tre amici di piuma impareranno a spiccare il volo.
Il film di animazione Richard-Missione Africa è un’avventura emozionante per tutta la famiglia. Richard, Olga e Kiki sono tre piccoli eroi che accettano una sfida e crescendo grazie al loro coraggio e alla loro straordinaria amicizia, scoprono quanto siano davvero grandi. Questo viaggio avventuroso condurrà i tre strambi e teneri pennuti dal nord della Germania alla Francia all’Italia fino ad arrivare in Africa. Come la trama, anche la produzione è internazionale, e per l’esattezza si tratta di una coproduzione europea. Il film è diretto da Toby Genkel (Ooops! Ho perso l’arca…) insieme a Reza Memari, autore della sceneggiatura originale e prodotto da Kristine M.I. Knudsen. Un toccante film d’animazione presentato in concorso al 67° Festival di Berlino nella sezione Generation Kplus e già venduto in più di 40 paesi.
Un aitante giovanotto con un lungo becco rosso, eleganti ali bianche e nere e due zampe robuste e leggiadre: è così che si vede Richard. La realtà è un po’ diversa, perché è solo un piccolo passero. È stato allevato da una famiglia di cicogne e la sua più grande ambizione è quella di partecipare alla traversata della sua famiglia adottiva, ma siccome è cocciuto come una cicogna non vuole guardare la realtà dei fatti. Durante il viaggio verso l’Africa, quando arriva a rischiare la sua vita e quella dei suoi nuovi amici, Richard capisce però che deve smettere di vedersi come la più piccola delle cicogna e che anche essere un passerotto non è affatto male. Olga è un piccolo gufo ispido e sproporzionato, che in realtà dovrebbe starsene a vagare per i boschi con la sua famiglia. Le sorelle invece la deridevano per il suo aspetto diverso e così Olga è scappata di casa e ha incontrato Oleg, che nessuno vede tranne lei. È lui che chiede a Olga di aiutare Richard, anche se la sedicente cicogna non riesce a prenderlo sul serio. Olga accetta e in questo avventuroso viaggio capisce infine che può essere orgogliosa della sua diversità. Kiki è un pappagallino egocentrico, convinto che il mondo non aspetti altro che applaudirlo per la sua meravigliosa voce. Per dimostrare le sue qualità canore vuole partecipare a un talent show, ma c’è solo un piccolo problema: è intrappolato in gabbia in un locale malandato dove deve cantare canzoni country e western durante il karaoke. Come se non bastasse, ha anche paura dell’altezza. Per diventare un uccello libero e divenire una star, Kiki raggira Richard e Olga e li porta fuori strada. Ma invece di realizzare il suo sogno di celebrità, Kiki dovrà rendersi conto che non è davvero l’incredibile uccello canterino che pensa di essere. Così, per ripulirsi la coscienza, decide di aiutare Richard a raggiungere l’Africa e, da egocentrico ed egoista, si trasforma in un vero amico.
La produttrice Kristine M.I. Knudsen: “ Ho incontrato questo passerotto convinto di essere una cicogna nel 2008, durante una festa a Berlino, dove ho conosciuto lo sceneggiatore Reza Memari tramite amici in comune. Abbiamo attaccato discorso e ho subito pensato che questa storia che aveva in testa da tempo doveva finire sul grande schermo. Le sceneggiature originali, per film d’intrattenimento per famiglie, sono piuttosto insolite in Germania ma, come insegnano i protagonisti del nostro film, tutto è possibile se credi in te stesso. È stato l’inizio di una splendida collaborazione.
Il regista Toby Genkel definisce il film “un cartone animato realista. Gli eroi del film non sono iperrealisti, ma non sono nemmeno astratti o eccessivamente strampalati e quindi i loro problemi sono credibili. Più sono eccentrici i personaggi più è difficile per il pubblico creare un legame emotivo con loro e, dal momento che questo film è una storia di emozioni, la credibilità è importante”.
Come ha sviluppato i personaggi? “Di base ci siamo chiesti che tipo di persona sarebbe Richard se non fosse un passero. Abbiamo immaginato un bambino dal carattere cocciuto con i capelli spettinati e su questa linea di pensiero nel film Richard ha sempre qualche piuma fuori posto; questo ciuffo svolazzante è anche un po’ il simbolo della sua testardaggine. Per Olga abbiamo usato lo stesso approccio. Ce la siamo immaginata come una ragazzina introversa con i capelli neri e una t-shirt heavy metal, di quelle che stanno sempre con le cuffie perché vuole essere lasciata in pace”. Reza Mamari (Co-regista e sceneggiatore): “Circa dieci anni fa stavo seduto nella zona pedonale di Monaco di Baviera e c’erano dei passeri che beccavano delle patatine fritte. All’improvviso ho sentito quak e ho visto uno stormo di anatre in volo verso sud, perfettamente schierate a “V”. Ho cominciato a chiedermi perché quando arriva l’inverno i passeri non volino verso sud, in Africa. È una cosa ingiusta! Così ho cominciato a pensare a Richard. Mi è venuta subito in mente 6 l’immagine di un passero che si lamentava: “Non è giusto!”, e questo è stato il punto di partenza di tutta la storia. In un certo senso richiama anche la tua storia personale… Sì. I miei genitori sono fuggiti dalla rivoluzione iraniana e si sono trasferiti in un piccolo villaggio bavarese. Mio padre mi diceva sempre di adattarmi e Richard – Missione Africa richiama molto questa mia storia. Io ero l’estraneo e spiccavo per il mio aspetto. E proprio come Richard vuole dimostrare a Claudius, il suo padre cicogna, di essere una cicogna, anch’io volevo dimostrare a mio padre quello che ero in grado di fare. Oggi è molto orgoglioso di me, ma prima pensava che fare film d’animazione fosse una cosa assurda e questo, chiaramente, mi ha spronato ancora di più. Io e la produttrice Kristine Knudsen ci siamo visti proprio come dei passerotti impertinenti che provano a fare l’impossibile e questa storia riflette di sicuro tutti gli anni che abbiamo dedicato al progetto”.
Perché il nome Richard? “Volevo un nome tradizionale, che suonasse in un certo senso maestoso più che tenero e che non si associasse a un uccellino. All’epoca stavo facendo molte letture su Riccardo Cuor di Leone ed è stato un incastro perfetto. Penso che sia un bel nome, facile da ricordare e internazionale”.
Olga potrebbe essere definita la protagonista nascosta del film? “In una primissima fase, Richard era il fratellastro di Olga ed era cresciuto in una famiglia di gufi. Ma questo significava che lui avrebbe dovuto lasciarla indietro da sola e siccome Olga era una figura forte, volevo che la portasse con sé lungo il viaggio. I gufi non sono esattamente dei tipici uccelli migratori e il contrasto fra un passerotto e una cicogna è molto divertente. Così Olga è diventata la migliore amica di Richard, ed è stata subito presa a cuore dalla squadra soprattutto grazie a quel suo mix di tenacia, stravaganza e dolcezza. Sono certo che il pubblico amerà tanto lei quanto Oleg, il suo amico immaginario”.
Avete mai pensato di rendere visibile Oleg, l’amico immaginario di Olga? “Sì, ci avevamo pensato, per esempio nella sequenza di un sogno. Ma alla fine abbiamo deciso di no perché volevamo che ogni spettatore avesse una sua idea di Oleg. Se lo rendi visibile, lo leghi a un’idea precisa, invece abbiamo preferito lasciarlo nel mistero e mantenere in dubbio se esista solo nella mente di Olga oppure no”. “Ho imparato molto lavorando su questo film, è stata una grande esperienza e mi piacerebbe davvero continuare a lavorare come regista.
In un film per famiglie come Richard – Missione Africa quali sono gli elementi a cui bisogna prestare attenzione? “ Bisogna che ci sia una certa profondità e un livello di significati sottintesi, così si divertono sia i bambini che gli adulti. Ad esempio i piccioni “online” fanno ridere i bambini per come si agitano sui cavi telefonici mentre invece gli adulti colgono la parodia dei social media. Volevo poi avventurarmi nel melodramma mettendo a rischio qualcosa, come il pericolo di cadere – e Richard infatti cade di continuo. È molto importante che gli eroi attraversino costantemente difficoltà, pericoli e montagne russe emozionali. Non bisogna aver paura del buio, nemmeno nell’intrattenimento per famiglie. Hai già in programma nuovi progetti? In realtà sto già lavorando sul sequel del film. Ho sempre concepito questa storia come una trilogia, per quanto possa sembrare un po’ megalomane. Ma non posso darvi nessuna anticipazione…




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